Dietro le parole (per Raffaele Crocco)

tolstoj

Ieri, mentre ascoltavo Raffaele Crocco (giornalista Rai e curatore dell’ottimo Atlante delle guerre e dei conflitti nel mondo) che parlava di guerra, di informazione, della difficoltà di fare buon giornalismo, mi sono venute in mente alcune parole di Lev Tolstoj.

Pensavo all’intorpidimento delle nostro coscienze, al disinteresse della cosiddetta opinione pubblica, a come le cose che sappiamo ci “passano sopra”. Sappiamo che ci sono moltissime situzioni di conflitti nel mondo, vediamo le immagini passare sui telegiornali, vediamo sulle nostre strade le persone che fuggono da queste situazioni: ma rimaniamo indifferenti, non percepiamo il vero portato della parola “guerra”.

Nel saggio L’arte come procedimento, il grande teorico formalista russo Viktor Šklovksij parla del compito dell’arte: quello di deautomatizzare la nostra percezione della realtà, di farci vedere con occhi nuovi quello che rischia di passare inosservato. E per farsi capire meglio, cita un passo dall’articolo Vergogna!, nel quale Tolstoj prende posizione sulla allora diffusa pratica della “fustigazione”. Scrive Tolstoj:

perché denudare, gettare a terra e colpire sulla schiena con le verghe chi ha infranto la legge, perché scudisciare ancora sulle natiche denudate? Perché ricorrere a questo metodo stupido e barbaro piuttosto che a un altro, per causare dolore a un uomo? Per esempio, perché non gli si conficcano degli aghi nelle spalle o in un’altra parte del corpo, perché non gli si serrano in ceppi le mani o i piedi, o non si inventa qualche altro sistema analogo?

Non c’è dubbio: se Tolstoj avesse scritto “sono contro la fustigazione”, avremmo conosciuto la sua posizione, ma non avremmo davvero  “visto” cosa è la “fustigazione”, non saremmo stati assaliti dalla carica di violenza, dalla ingiustizia del gesto. Non avremmo (noi, ma anche i contemporanei di Tolstoj, per i quali la fustigazione era una pratica del tutto normale) percepito la vergogna che il grande romanziere vuole farci provare.

Ecco, pensavo ieri, qualcosa del genere dovrebbero riuscire a fare i mezzi di informazione, ed è quello che cercano di fare i curatori dell’Atlante (a proposito, a giorni uscirà la nuova edizione aggiornata): farci uscire dalla comoda etichetta della parola “guerra” e portarci a percepire lo scandalo della sua realtà. Forse, allora, anche noi riusciremmo a provare davvero vergogna.

[qui un post dal blog di Paolo Nori nel quale si parla più diffusamente – e molto meglio – del saggio di Šklovksij, che si legge alle pagine 73-94 dell’antologia I Formalisti russi a cura di Tz. Todorov, Torino, Einaudi, 1968; la citazione da Tolstoj è alla p. 83, io per comodità ho copincollato da Nori]

Annunci

  1. Un esempio subito. 10 bambini muoiono in Afghanistan per una mina antiuomo. Se ne parla, sui mezzi di informazione? Fa scalpore? Si dà rilievo alla notizia? Mi sembra di no, trovo solo qualche articolo on line, ma non così in rilievo (http://www.corriere.it/esteri/12_dicembre_17/afghanistan-mina-bambine_f40e8188-4812-11e2-9b8b-e1acb7544763.shtml).
    Oggi i quotidiani italiani aprono tutti con lo show di Berlusconi su una sua rete televisiva. Il Giappone che ha avuto le elezioni politiche è all’interno (ripeto: IL GIAPPONE). Il referendum in Egitto è raccontato en passant. E questa ennesima strage di bambini, che saltano sulle mine antiumo (prodotte e commerciate anche dai paesi occidentali) è un dettaglio. Dovrebbe essere lì, in prima pagina. È terribile, è ingiusto che muoiano così dei bambini. Fosse anche solo uno.
    Ma niente: noi siamo lì, a inseguire i deliri di uno che farebbe meglio a tacere per sempre, e che invece sembra essere ancora una attrattiva per gli elettori.
    Meritiamo l’estinzione, non ci sono più dubbi.




Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...



%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: