Fawzia

gare-du-nord

Una volta, quando abitavo a Parigi, dopo una serata in casa di amici comuni, ho accompagnato questa ragazza a casa.

Era una ragazza molto bella e simpatica. Abitava a nord della Gare-du-Nord, una zona un po’ “difficile”, diciamo così. Ho accompagnato a casa questa ragazza molto bella e simpatica, che era fidanzata con un ragazzo molto bello e simpatico (mi sembra fosse di Torino; ma in quel momento non c’era). A me piace molto camminare di notte nelle città, e allora ho accettato molto volentieri di accompagnare a casa questa ragazza molto bella, simpatica e intelligente.

Arrivati sotto casa sua, c’erano delle persone, nere, forse un po’ “ambigue” (era notte fonda, che ci facevano lì, in strada?). Io non sapevo cosa fare, forse questi ci hanno anche detto qualcosa, ci hanno chiesto cosa ci facevamo lì. Non ricordo di preciso cosa sia successo, ricordo solo il mio timore che quela ragazza, così bella, simpatica, intelligente e brillante, potesse anche solo minimamente pensare che io l’avessi accompagnata a casa per chissà quali scopi reconditi. Insomma, io l’avevo accompagnata a casa, ma non avevo alcun fine nascosto, l’avevo accompagnata a casa perché è chiaro che per una ragazza da sola non è così facile camminare di notte in una città, e anche perché mi piace molto camminare, soprattutto di notte nelle grandi città.

Però avevo questa paura fottuta: ma non è che questa ragazza bellissima pensa che io sono il solito sfigato che ne approfitta, che accompagna le ragazze a casa per poi buttare lì chissà quale proposta oscena. No, non avrei mai voluto che lei fosse nemmeno sfiorata da un pensiero simile: era una ragazza simpaticissima e bellissima, mi piaceva essere suo amico, anche il suo fidanzato lo trovavo simpaticissimo; figurarsi se volevo che ci fosse qualche ambiguità.

Allora eravamo lì sotto casa sua, l’ingresso era presidiato da questi neri, forse un po’ ambigui, che qualcosa da nascondere forse ce l’avevano, visto che erano così circospetti. Ma lì, sul momento, ho pensato: è meglio che la saluti qui, ormai è al sicuro (o almeno così mi sembrava), o devo accompagnarla fino su nel suo appartamento, rischiando di apparire come quel solito sfigato che accompagna le ragazze belle, simpatiche, intelligenti, brillanti, eccetera, per poi avanzare chissà quali proposte?

E, insomma: forse un po’ troppo frettolosamente, l’ho salutata sotto, le ho detto ciao, ho valutato che i tipi non le sarebbero saltati addosso o chissà cosa, e me ne sono tornato indietro (abitavo a Ivry-sur-Seine, dall’altra parte di Parigi, avevo almeno ancora un’ora e mezza di cammino).

Chissà cosa ha pensato quella ragazza bellissima e simpaticissima. Boh!


  1. Il tuo racconto lascia un dubbio: era effettivamente al sicuro quella ragazza? La risposta alla tua domanda finale dipende anche da questo ….comunque la ragazza bellissima e simpaticissima un giorno potrebbe leggere il tuo blog e potrebbe forse eliminare tutti i dubbi….




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