Fenomeno mediatico

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Qualche tempo fa, lessi queste parole di Alessandro Urzì riferite a Giorgio Holzmann:

Da dieci anni sostengo come Holzmann sia solamente un fenomeno mediatico, senza alcun consenso reale.
[ fonte qui ]

Lì per lì non capii molto il senso di quella frase; ma oggi, forse, l’ho capito.

Sì, perché mi dicevo: ma quale fenomeno mediatico? Holzmann non l’ho mai visto da nessuna parte, mai citato da nessun quotidiano nazionale, mai invitato a una trasmissione televisiva… Tranne che… Tranne che…

Ma certo: tranne che negli articoli del quotidiano locale Alto Adige. Che spesso lo citava, citava le sue parole prese da Facebook, dichiarazioni, battute, ecc. Ma mi sembrava anche normale: è giusto che un giornale locale dia spazio a un politico bolzanino che sta in Parlamento. Però adesso…

Però adesso Hozmann, in questo momento, non è nessuno, dal punto di vista politico. Anzi, è uno che è stato ampiamente sconfitto politicamente, che ha dimostrato di avere davvero poco consenso elettorale (lo dicono i numeri degli elettori alle ultime votazioni politiche, quando si era presentato come candidato al Senato per i Fratelli d’Italia). Quindi di Holzmann si potrebbe anche smettere di occuparsi.

E invece no. E invece il quotidiano locale Alto Adige, chissà perché, invece di  tratteggiarcelo come uno sconfitto che dovrebbe riflettere sui motivi della débacle elettorale, ce lo mostra come il politico di sempre, come se fosse ancora importante per qualcuno o qualcosa.

E ce lo mostra come il grande “tessitore di alleanze” per le prossime elezioni provinciali (qui), nobilitando una evidente operazione di aggregazione per fini elettorali sotto quel titolo roboante: “Hozmann tesse alleanze”. La risposta di uno dei presunti interessati allla tessitura, Donato Seppi, non si è fatta aspettare, ed è stata sferzante (qui).

Ma non basta: pochi giorni dopo, in un altro articolo, Holzmann parla del disastro elettorale, con pochissima autocritica, e proponendo invece “primarie di idee” e facendo il gesto nobile di chi “fa un passo indietro” (qui). Ancora lui protagonista, insomma, ancora lui il padre nobile di una destra allo sbando.

Ma il culmine mi sembra essere raggiunto in un articolo di pochi giorni fa, il 28 marzo (qui). Qui addirittura troviamo un Giorgio Holzmann che, da buon difensore della italianità dell’Alto Adige, scrive addirittura una interrogazione al ministro della salute.

Che, si sa, le interrogazioni parlamentari erano uno dei vanti del deputato Giorgio Holzmann: ne ha fatte di tutti i tipi, comprese quelle su blogger a suo dire poco rispettosi della classe politica. Ma, mi chiedo: a quale titolo un normale cittadino può mandare una interrogazione a un ministro del Governo?

Oppure, anche: ma non è che l’Alto Adige dà un po’ troppa visibilità, con toni sempre encomiastici, a Giorgio Holzmann e ad altri esponenti di quella aggregazione elettorale un po’ improvvisata che prende il nome, nientepopodimento, dall’inno nazionale?




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