Su ciò di cui non si è capito proprio tutto, occorre comunque esprimere un voto?

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Lo ho già dichiarato, e posso ripeterlo: alle ultime elezioni per la camera dei Deputati ho votato Florian Kronbichler. Anzi, potrei dire di più: presentendo l’inutilità di quelle elezioni (fatto ormai acclarato), sono comunque andato a votare solamente perché c’era lui candidato. Insomma, sono state delle elezioni, per me, nonostante il cosiddetto porcellum, praticamente ad personam.

E dunque, mi sembra, posso permettermi anche una critica: in fondo, lui è lì, a Roma, in Parlamento, a rappresentare anche me.

Da Twitter mi arriva il link a qualcosa che FK ha recentemente scritto. Questo è il link, e questo è il testo:

Sappiate, care amiche e cari amici, sappiate che se non mi leggete qui per più di un certo periodo, diciamo per più di un giorno, questo non vuol dire che io stia dormendo o, peggio, che io vi abbia dimenticato. Significa solo che sto votando. Sì, votando. È da 4 ore che sto pigiando il bottone per far apparire sullo schermo dell’Aula della Camera la luce rosso o verde (no o sì – il giallo per l’astensione non fa per me). Non posso dire che so ogni volta per che cosa voto. Voto come me lo indica Ileana, nostra bussola infallibile (pollice in su, pollice in giù) in tutte le procedure di voto. Che non importa, direte? Insomma, sono di mezzo 40 miliardi di euro. Quelli che lo Stato è in mora di pagare alle aziende (in parte fallite nel frattempo).

Mi colpiscono alcune cose. In primo luogo, quel descrivere il lavoro del deputato come quello di uno che sta lì a “pigiare un bottone”. Ma, soprattutto, quella frase successiva:

Non posso dire che so ogni volta per che cosa voto

E dunque, di conseguenza:

Voto come me lo indica Ileana

Ecco, a me sembra tutto molto deprimente. A partire da quella candida ammissione di non capire fino in fondo tutto quello su cui si sta esprimendo un voto: ammissione onesta e candida, uno potrebbe dire; sì, ma anche ammissione che, forse, un deputato non dovrebbe fare. Non perché debba nascondere la verità; ma perché, penso, ha il dovere morale di capire TUTTO quello che passa in Parlamento. Sennò, mi vien da pensare, che ci stanno a fare lì? E che li paghiamo a fare così profumatamente, se non per assumersi un impegno certo gravoso e difficile, ma, appunto per questo ben retribuito e riconosciuto?

E quindi, va da sé che questi deputati che non capiscono fino in fondo ma comunque votano, e tra l’altro prendono decisioni importanti sulla nostra testa, si debbano affidare al deprimente esercizio, tante volte visto in scene riprese al Parlamento, di votare a seconda che il pollice del capogruppo sia su o giù, o non so come per il voto di “astenuto”.

Ma insomma, ancora una volta mi chiedo: ma a cosa si è ridotta la nostra classe politica dirigente? A un manipolo di automi che quando entrano in aula possono anche fare a meno del cervello, quel che conta tanto sono gli occhi (per vedere un pollice) e un dito (per pigiare un bottoncino)? Ma allora a cosa serve avere un Parlamento così numeroso, se poi gli individui presenti non si preoccupano di capire, ma si limitano a essere un numero in più o in meno in un giochino fatto di luci di colori diversi?

Ma se dunque, come mi sembra di avere ormai capito (e non è certo questa candida ammissione di FK ad avermelo fatto scoprire; solo, purtroppo, è la constatazione che “così fan tutti”, e che, ancora una volta, le proprie speranze ben riposte, forse, sono andate un po’ a farsi friggere…), il Parlamento si è trasformato in un luogo dove si finge di “parlamentare” (tranne alcuni sussulti in occasione dei collegamenti in diretta televisiva) e le decisioni vengono prese, in pratica, dai partiti, che le comunicano ai capigruppo, i quali, a loro volta, le comunicano “via pollice” a esseri dotati di mani per l’espressione finale di un voto; se questo è il nostro Parlamento, vale davvero la pena avercelo? E vale la pena stipendiare così tanto quelli che hanno l’onore (perché di oneri non ne vedo poi troppi, a questo punto) di sedere nel Parlamento?

Una sola conclusione, tutta mia, personale, ad personam, anche questa: non mi faccio più fregare, no. A votare, davvero, era l’ultima volta che ci andavo, ‘stavolta.


  1. Non mi aveva mai convinto il tuo candidato. Ricordo di averti segnalato una sua intervista rilasciata, in periodo di campagna elettorale, sul quotidiano L’Adige, nella quale dichiarava, peraltro con orgoglio, di essersi “sempre battuto per il voto utile” e sosteneva che “il movimento verde non è mai stato radicale, ha anche un tratto di conservazione nel suo dna, a partire dalla necessità di conservare l’ambiente”.
    Almeno in questo caso, devi ammettere che avevo ragione io…..ciao
    Ecco il link all’intervista:
    http://www.ladige.it/articoli/2013/01/28/verdi-trentini-bolzanini-polemica-frattura

  1. 1 C’è chi dice sì | GattoMur's Weblog

    […] Kronbichler. Che già qualche mese fa aveva scritto qualcosa che non mi aveva convinto del tutto (qui). Ora, purtroppo, devo proprio dire che sono arrivato al convincimento di avere fatto un grave […]




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