C’è chi dice sì

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Già l’ho scritto: alle scorse elezioni nazionali sono andato a votare unicamente perché per SEL si era candidato Florian Kronbichler. Che già qualche mese fa aveva scritto qualcosa che non mi aveva convinto del tutto (qui). Ora, purtroppo, devo proprio dire che sono arrivato al convincimento di avere fatto un grave errore: mi pento di essere andato a votare, e di avere votato SEL; e ancor di più mi pento di avere, anche se in minima parte, contribuito a mandare Kronbichler a Roma.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso della mia indignazione è questa. Io non ho Facebook, ma via Twitter mi arrivano i link ai testi che il “mio” rappresentante va scrivendo su vari argomenti. Per questo gesto di rispetto verso i cittadini, elettori o no, è da elogiare, Kronbichler. Ma poi scrive cose simili:

Noi e la Cancellieri
A rischio di toccare certa suscettibilità di political correctness, dico qui che io, allo stato di informazione attuale, la mozione di sfiducia contro la ministra di giustizia Cancellieri, posta dal Movimento 5 Stelle e amplificata a furor mediatico dal gruppo Repubblica, non la voto.

Ritengo doverosa questa puntualizzazione, perché sulla questione si può benissimo pensare pure in modo contrario. Nel gruppo SEL, a fine di una discussione lunga e controversa, abbiamo votato a maggioranza di non sostenere il voto di sfiducia. Io mi sono fatto forte di questa linea. La ministra Cancellieri, dicharandosi “dispiaciuta” per la carcerazione della figlia Ligresti e assicurandole la propria “disponibilità”, si è comportata non da ministra della giustizia. Ma non ha commesso un reato. Per me ha ceduto ad un difetto, come dire: “umano”. Ha consolato una sua amica e altre mille donne e uomini no. Facciamo male oltre ad essere ipocriti se trattiamo ogni errore di contegno come un delitto. Mi rifiuto di fare il forcaiolo che è figura specchiata del menefreghismo berlusconiano.

Ci si è molto preoccupati, in sede SEL, dell’ ”immagine” che diamo, con la nostra posizione garantista, verso l’esterno. Su come la prenderanno “i compagni fuori”. Io, questo non lo so. Ma ritengo sintomatico, e grave, che i parlamentari si occupano più di questo, cioè delle reazioni dei cittadini, che non della posizione propria, personale. Qui dentro, nel Palazzo, ormai si dà per scontato che la società fuori è forcaiola, che comunque pensa che politicamente paghi solo il dagli addosso al governo, al ministro, a chi occupa qualunque posto di responsabilità o di prestigio. E che “fuori”, “i compagni” sono certi, anzi, chiedono che SEL voti la sfiducia a chiunque. Se no, che opposizione, che sinistra siamo?

Io ho sostenuto e sostengo qui che non è né di sinistra né onesto dire comunque di no. Sono sicuro, anzi, che il nostro no consueto è troppo scontato. Che rischiamo di fare della sfiducia un puro atto rituale. Credo che non dobbiamo votare così come crediamo che fuori credano che votiamo. E che sarebbe ora di rendere, una volta tanto, un po’ di onore pure alla parolina “libertà” scritta nel simbolo di SEL.

A differenza di tanti parlamentari rintanati nel Palazzo, perché impauriti dalla piazza (mediatica), io sono convinto che anche “fuori” c’è chi la pensa in modo autonomo e per niente scontato. Nel caso concreto: che la ministra Cancellieri, se anche ha peccato con una illustre detenuta e se anche è amica della famiglia Ligresta, resta una delle migliori ministre di questo governo meritandosi meno la sfiducia.

Primo appunto: la mozione di sfiducia del M5S è “congelata”, mi sembra. Ancora non è stata presentata e discussa in Parlamento, e già K. ha deciso: lui la sfiducia non la vota. Non gli importano eventuali approfondimenti, non gli interessa andare a capire cosa è successo; a lui basta quello che ha letto sui mezzi di informazione, magari le poche cose che la ministra stessa ha dichiarato a riguardo: ma ha già deciso, non voterò la sfiducia. Evvabbè.

Secondo appunto: la difesa della dignità delle istituzioni, il desiderio di avere una classe dirigente almeno un po’ pulita, che non abbia frequentazioni discutibili e pensi più al bene comune che a quello degli amici, che non metta sempre in scena l’osceno abbraccio tra politica e finanza, non è questione di “political correctness”. È questione politica. Punto. Che Kronbichler tenti di cavarsela così a buon mercato, giocando a fare quello che rischia addirittura di urtare suscettibilità, pur di portare avanti un’idea giusta ma minoritaria (e qui vien da ridere), è davvero ridicolo.

Ma andiamo a cose più corpose. Scrive K.: “La ministra Cancellieri, dicharandosi “dispiaciuta” per la carcerazione della figlia Ligresti e assicurandole la propria “disponibilità”, si è comportata non da ministra della giustizia”. Ecco, appunto. Ma questo, il fatto che la ministra della Giustizia non si è comportata in modo adeguato al ruolo, non lo porta alla conclusione che, forse, non è la persona giusta a ricoprire quel ruolo. Mah, strano ragionamento.

“Non ha commesso nessun reato”: e ci mancherebbe altro! E saremmo qui a discuterne? Spero che almeno, se lo avesse fatto (commettere un reato, intendo), Kronbichler non avrebbe difeso così la ministra. Che non si sarebbe fatto tanti scrupoli, a votare una mozione di sfiducia. Ma, appunto, chi chiede che la ministra sia sfiduciata, non lo fa perché avrebbe commesso un reato (si spera che, in questo caso, si sarebbero mosse le istituzioni delegate; e che la ministra si sarebbe dimessa da sé). Troppo facile, ancora una volta, cavarsela così.

Ma la frase che più mi fa indignare è questa: “Mi rifiuto di fare il forcaiolo che è figura specchiata del menefreghismo berlusconiano”. Il forcaiolo? Dunque chiedere le dimissioni di un ministro vuol dire metterlo sulla forca (se pur metaforica)? Chi chiede la moralizzazione della politica (ad esempio, che le figure apicali non abbiano frequentazioni discutibili; non si dichiarino “a completa disposizione” di famiglie potenti ma non del tutto specchiate; non dichiarino “ingiusta” la carcerazione di qualcuno solo perché il carcerato è suo amico, ecc.) è un forcaiolo? E poi c’è il tocco finale: quel volere accusare di “berlusconismo menefreghista” chi chiede tutto ciò. E su questo mi limito a questo accenno, sarebbe troppo facile mostrare la dabbenaggine di una simile affermazione.

Nel capoverso successivo K. definisce posizione sua e di SEL “garantista”. Come se si stesse parlando di un reato: ma non aveva appena detto che la ministra non ha commesso nessun reato? Cosa c’entra il garantismo con la critica politica? Boh, mi sembra che in Kronbichler (e forse in SEL) ci sia un bel po’ di confusione.

Poi, bontà sua, qualche dubbio sul fatto che prendere una simile decisione possa essere visto non proprio di buon occhio dagli elettori (o ex-elettori, a questo punto: chi potrebbe mai più votare gente simile? E poi ci si lamenta dlel’astensionismo…) di sinistra. Ma lui, il prode e coraggioso K., di simili quisquilie non si occupa. Lui, pur di essere “giusto”, va anche contro corrente, mica è uno che si fa prendere dall’emozionalità! Mica è uno che parla alla pancia degli elettori!

Che poi, chi sono, agli occhi di Kronbichler, questi elettori di sinistra, quelli che, bontà loro, lo hanno messo lì? Ecco come li dipinge, con tocchi coloristici indimenticabili: “Qui dentro, nel Palazzo, ormai si dà per scontato che la società fuori è forcaiola, che comunque pensa che politicamente paghi solo il dagli addosso al governo, al ministro, a chi occupa qualunque posto di responsabilità o di prestigio”. Capito? Dei forcaioli, magari pure un po’ invidiosi, che per partito preso vogliono “dargli addosso” a chiunque occupi posti di responsabilità. E lui, il coraggioso K., non ci sta, a questa mattanza! Lui va controcorrente! Lui!

Capito? Ve n’eravate accorti? Il Governo è in assoluta minoranza, i potenti sono soli e derelitti, assediati da un popolaccio che vuole la loro testa: ve n’eravate accorti? Per fortuna c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di andare controcorrente!

Ma arriviamo al capoverso più schiettamente filosofico del lucidissimo intervento di Kronbichler. È tanto bello che lo ricito nuovamente:

Io ho sostenuto e sostengo qui che non è né di sinistra né onesto dire comunque di no. Sono sicuro, anzi, che il nostro no consueto è troppo scontato. Che rischiamo di fare della sfiducia un puro atto rituale. Credo che non dobbiamo votare così come crediamo che fuori credano che votiamo. E che sarebbe ora di rendere, una volta tanto, un po’ di onore pure alla parolina “libertà” scritta nel simbolo di SEL.

C’è chi dice no! Ma non è né di sinistra né onesto dire comunque di no! (Ma che vuol dire, poi? Boh…). E, guarda guarda: tutti si aspetterebbero che noi (“noi” chi? noi di sinistra, forse? chissà cosa voleva dire anche qui) diciamo no, il nostro no sarebbe scontato, e se lo diciamo obbediamo a un vuoto rituale. Ergo diciamo sì. E il nostro “sì” è un atto di libertà, guarda un po’! Sì, sì, sì: sì al governo delle larghe intese! (In teoria, SEL sarebbe all’opposizione, se ricordo bene…). Sì al privilegio dei pochi! (E, se pur non c’è stato reato, potere chiamare direttamente il ministro della Giustizia in un caso di carcerazione preventiva È un privilegio). Sì, sì, sì!

È un capolavoro, quel capoverso, così intriso di memorie letterarie, dalla conclusione dell’Ulysses di Joyce al dantesco “Cred’io ch’ei credette ch’io credesse” (Inf. XIII 25). Rimarrà a futura memoria. A perenne memoria di una battagia di LIBERTÀ (che è una “parolina”, è solo il caso di ricordarlo al coraggioso K., che campeggia anche nel simbolo di un altro partito; tanto per dire il discredito in cui è caduta…) e di coraggio.

Coraggio ribadito nel finale: agli impauriti colleghi, rintanati nel Palazzo e timorosi della piazza forcaiola, e che quindi, par di capire, asseconderanno questa sete di sangue (già, voglio proprio vederle, le masse di parlamentari che diranno “no”), si contrappone lui, il prode Kronbichler, che ha il coraggio delle proprie idee. Che sono poche, ma ben confuse, direbbe qualcuno.

Sì, perché lui è all’opposizione, pare (ma, forse, a Roma gli piacerebbe starci ancora per qualche anno…). E lui, essendo all’opposizione, questo Governo lo combatte, giorno per giorno, non si dica! Ma guai a toccargli Cancellieri! Che”se anche ha peccato con una illustre detenuta e se anche è amica della famiglia Ligresta, resta una delle migliori ministre di questo governo meritandosi meno la sfiducia” (bellissima la rima interna tra “famiglia Ligresta” e il successivo “resta”: è davvero un poeta nell’animo, il prode K.). Come dire: se anche devo dire che questo governo non mi piace, Cancellieri è la meno peggio. Ergo la sfiducia a lei non la voto proprio, fossi matto!

Ecco, questa è la (cosiddetta) opposizione di sinistra che abbiamo. E che ci meritiamo. E io, in primis: me lo merito. Sono andato a votare, ho discusso prima delle elezioni con varie persone, ho speso parole elogiative per un candidato che, sulla carta, mi sembrava ottimo, forse sono anche riuscito a convincere qualcuno a votarlo: e questo è il risultato. E ben mi sta.


  1. redever

    Non so se è una coincidenza o una tua scelta ragionata: fa riflettere, comunque, la pubblicazione di questo post su Kronbichler, L’uomo che dice sì, subito dopo quello sul L’uomo in rivolta…Kronbichler, in effetti, rappresenta in maniera sempre più evidente, l’antitesi dell’uomo in rivolta di Camus, cioè di “un uomo che dice no. Ma se rifiuta, non rinuncia tuttavia: è anche un uomo che dice sì, fin da suo primo muoversi. Uno schiavo che in tutta la sua vita ha ricevuto ordini, giudica a un tratto inaccettabile un nuovo comando. Qual è il contenuto di questo “no”? Insomma, questo no afferma l’esistenza di una frontiera”. Ecco, per Kronbichler ( e non solo per lui, purtroppo) questa forntiera non esiste, mai, a prescindere da tutto.
    Cambiando discorso: un giorno mi spieghi come si cambia il carattere in un commento su WP? Non so fare il corsivo…

  2. Per fare il corsivo o qualsiasi altra formattazione particolare (neretto, barrato, ecc.), devi racchiudere la parola o la parte di testo che vuoi tra due campi di codice, che qui non posso mostrarti, perché, appunto, verrebbero interpretati come codice e non ti verrebbero mostrati. In poche parole devi racchiudere tra i due simboli di “minore di” e di “maggiore di” un codice (ad esempio: em per il corsivo, strong per il neretto, del per il barrato, blockquote per la citazione, ecc.; poi metti la parola o il testo; a chiusura della formattazione devi rimettere lo stesso codice tra i simboli di “minore di” e di “maggiore di”, preceduti però dallo slash (/).
    Mi rendo conto che così non si capisce nulla, ma appunto non posso farti degli esempi perché verrebbero interpretati come codice e non mostrati. Prova a guardare, online, su una qualunque guida del linguaggio HTML.

  3. Comunque, Kronbichler le sta proprio azzeccando tutte, ultimamente: http://altoadige.gelocal.it/cronaca/2013/10/15/news/kronbichler-priebke-ha-diritto-ai-funerali-1.7931768
    Mah, se potessi dargli un consiglio: forse sarebbe meglio pesare un po’ di più le parole. Non è mica a un pranzo di gala, come gli direbbe il buon Lenin…

  4. Incredibili, queste dichiarazioni di Kronbichler! Non capisco se ci fa, se ci è, o se si fa (e, in questo caso, di qualche sostanza non consigliabile, visti gli effetti). Battute a parte, Kronbichler sembra davvero farneticante. Mi sembra, comunque, tutto così assurdo: le sue dichiarazioni sul caso Cancellieri-Ligresti, quelle sul funerale di Priebke, le sparate (nota l’eufemismo) di Berlusconi sui suoi “figli come ebrei sotto Hitler”, le dichiarazioni del responsabile provinciale di Casa Pound e del leader di Blocco Studentesco rilasciate oggi sul L’Adige, non so se hai avuto modo di leggerle. A me, si rivolta anche lo stomaco, oltre che la mente (nel senso camusiano). Siamo in pieno revisionismo storico!
    Ho provato i codici per il corsivo pubblicando un articolo con una parola in corsivo sul mio blog (qui, non mi sono fidata…), ma non ci sono riuscita. Dopo riproverò, con più calma. Grazie.

  1. 1 Sudtirolo, “eingeklemmte” democrazia. | Brennerbasisdemokratie.

    […] fuori dalla Commissione dei Sei). Ancora più all’oscuro è Kronbichler, già controvoglia (e spesso goffamente) all’opposizione con SEL – mentre il partito di Vendola guarda con interesse a Renzi. Il […]




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