Posts Tagged ‘libri’

testa[dal sito dell’Einaudi, qui]

Enrico Testa ha curato la pubblicazione di L’esistenza. Tutte le poesie 1980-1992, l’autore è però Alberto Vigevani. Qualcuno lo dica all’Einaudi, per favore.

Il vostro Presidente

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“Orazio! È ingiusto! Dicono che non ti occupi!” “Occupo poco ma bene. Durante l’ultimo sciopero dei miei operai il mio amministratore delegato era riuscito a trasformare uno sciopero di dodici ore in uno sciopero di trentasei. Volli parlare ai miei operai da un terrazzino sul cortile dove li feci radunare”. “Attento! Orazzino!” gridò brillantissima Mildred. “Conosco la recente storia d’Italia, i terrazzini sono pericolosi!” “Egli” disse Orazio strascinando la voce in una ironica lentezza “è scomparso per sempre, come giusto. Faceva gli sport invernali al Terminillo. Parlai dal terrazzino a queste inquiete maestranze radunate in cortile. ‘Mie adorate maestranze, il vostro vero compito è quello di rendere piacevole e agreabile la vita al vostro Presidente. Ritornate al lavoro in modo che il vostro Presidente possa correttamente godere la vita’. Lo sciopero fu all’istante interrotto”.

[Ottiero Ottieri, I divini mondani, Guanda, 2006 (ediz. orig. 1968), pp. 47-8]

topo

Luciano Bianciardi, La vita agra

Harold Bloom, Come si legge un libro e perché

Alessandro Piperno, Inseparabili

Mario Rigoni Stern, Le vite dell’Altipiano. Racconti di uomini, boschi e animali

Mariapia Veladiano, La vita accanto

topo da biblioteca

Thomas Bernhard, I mangia a poco

Giovanni Cocco, La caduta

Georg Groddeck, Il libro dell’Es

Valerio Magrelli, Geologia di un padre

Paolo Nori, La meravigliosa utilità del filo a piombo

Philip Roth, I fatti. Autobiografia di un romanziere

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Mia cara amica, Lei non è contenta: dice che la mia lettera è troppo personale, mentre Lei mi vorrebbe oggettivo; credevo di esserlo stato! Continua a leggere »

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Thomas Bernhard, Goethe muore

Tommaso Landolfi, La pietra lunare

Francesca Melandri, Più alto del mare

Paolo Nori, Diavoli

Paolo Nori, Mi compro una Gilera

Paolo Nori, Siam poi gente delicata. Bologna Parma, novanta chilometri

Daniel Pennac, Storia di un corpo

Robert Walser, Ritratti di pittori

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Libri e prostitute. Entrambi
si possono portare a letto.

[Walter Benjamin]

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Lotus Flower

17 dicembre

Dall’inizio di marzo e ancora adesso a dicembre – come se fosse un’immagine-polmone, un modo per rifiatare – continuo a guardare il video di Lotus Flower dei Radiohead, Thom Yorke in bianco e nero come un Charlie Chaplin contemporaneo che ha perso la giacca ma ha conservato la bombetta, una marionetta mobile e snodabile, sciamanica, instabile, un occhio aperto e uno chiuso, il corpo ebefrenico e poi di colpo inerte, groggy e minerale, una statuetta animata con la barba di una settimana e le braccia che brancolano ritagliando lo spazio e reinventandolo, rendendolo vitale.

Thom Yorke, penso caricando per l’ennesima volta consecutiva il video su YouTube, è molto più di un compositore-cantante: è il ricordo vivente di una selvatichezza che resta nonostante tutto smaniosa di esistere, patologia organica che si è fatta coreografia, un’iguana sottile che scorre dentro la vita rettile, il geroglifico di un corpo umano immerso nel post-umano: uno Charlot in rivolta, senza monello e senza un sentiero che si perde all’orizzonte da poter percorrere mano nella mano con Paulette Goddard, non c’è il sentiero, non c’è il finale e non c’è neanche il film, dunque a Charlot tocca stare da solo in uno spazio nero, sullo sfondo i frammenti di un hangar, non si capisce se una struttura industriale dismessa o il dietro le quinte di un teatro di lamiera, nei versi della canzone – I will shrink and I will disappear | I will slip into the groove and cut me off – un desiderio di scomparsa.

L’umano ai tempi dei Radiohead è un astronauta in maniche di camicia bianca sospeso nel nero siderale dell’amore che scompare.

[Giorgio Vasta, in Bajani, Murgia, Nori, Vasta, Presente, Torino, Einaudi, 2012, pp. 272-273]

Più di due anni fa scrissi un post (qui) sull’incredibile storia capitata a uno dei miei scrittori preferiti. Continua a leggere »

Nel romanzo, la moderna epopea borghese, […] ricompare da un lato la ricchezza e la multilateralità degli interessi, delle condizioni, dei caratteri, dei rapporti di vita, il vasto sfondo di un mondo totale ed insieme la manifestazione epica di avvenimenti. Quel che manca è però la condizione del mondo originariamente poetica da cui si origina l’epos vero e proprio. Continua a leggere »