Posts Tagged ‘tristezze’

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Lo ho già dichiarato, e posso ripeterlo: alle ultime elezioni per la camera dei Deputati ho votato Florian Kronbichler. Anzi, potrei dire di più: presentendo l’inutilità di quelle elezioni (fatto ormai acclarato), sono comunque andato a votare solamente perché c’era lui candidato. Insomma, sono state delle elezioni, per me, nonostante il cosiddetto porcellum, praticamente ad personam. Continua a leggere »

Schermata

Mi hanno sempre indignato i riferimenti poco gentili all’aspetto fisico che qualcuno negli ultimi anni ha portato, senza che destasse scandalo, nel discorso, si fa per dire, politico. Continua a leggere »

effeeffe

[La voce di Wikipedia dedicata a Filippo Facci]

Che io ogni tanto me lo chiedo: ma come è, essere Filippo Facci? Continua a leggere »

Ho appena scoperto una cosa sconcertante. Continua a leggere »

Quid est, Catulle? quid moraris emori?
sella in curuli struma Nonius sedet,
per consulatum peierat Vatinius:
quid est, Catulle? quid moraris emori?

[Catullus, carmen LII]

Il peso più grande. – Che faresti se un giorno o una notte un demone si introducesse di soppiatto nella tua solitudine più solitaria e ti dicesse: «Questa vita, quale la stai vivendo adesso e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte; e in essa non ci sarà niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e ogni sospiro e ogni cosa incredibilmente piccola e grande della tua vita dovrà per te ritornare, e tutto nello stesso ordine e successione – e così pure questo ragno e questo chiaro di luna tra gli alberi, e così anche questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta – e tu con essa, granello di polvere!» – Non ti getteresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così avrebbe parlato? Oppure hai vissuto una volta un attimo prodigioso, per cui gli diresti: «Tu sei un dio e mai ho sentito una cosa più divina!»? Se questo pensiero acquistasse potere su di te, avrebbe su di te, quale sei, l’effetto di trasformarti e forse di schiacciarti; la domanda di fronte a tutto e a ogni cosa: «Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?» graverebbe sul tuo agire come il peso più grande! O quanto dovresti amare te stesso e la vita per non desiderare nient’altroche quest’ultima eterna conferma e suggello?

Friedrich W.Nietzsche, La Gaia Scienza, aforisma 341

Qualcuno, addirittura, si è rallegrato per l’arrivo di Monti al Governo. Continua a leggere »

I mangia a poco

Fino a poco fa, un senatore, con 5€, si gustava un bel piatto di spaghetti all’astice, preparato da uno chef stellato e servito da un cameriere in livrea. Continua a leggere »

Al mondo

Mondo, sii, e buono;
esisti buonamente,
fa’ che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,
ed ecco che io ribaltavo eludevo
e ogni inclusione era fattiva
non meno che ogni esclusione;
su bravo, esisti,
non accartocciarti in te stesso in me stesso.

Io pensavo che il mondo così concepito
con questo super-cadere super-morire
il mondo così fatturato
fosse soltanto un io male sbozzolato
fossi io indigesto male fantasticante
male fantasticato mal pagato
e non tu, bello, non tu “santo” e “santificato”
un po’ più in là, da lato, da lato.

Fa’ di (ex-de-ob etc.)-sistere
e oltre tutte le preposizioni note e ignote,
abbi qualche chance,
fa’ buonamente un po’;
il congegno abbia gioco.
Su, bello, su.

Su, münchausen.

[da La beltà, 1968]

[…]

Leggo le dichiarazioni di Christian Tommasini, segretario del PD altoatesino, nonché assessore alla cultura in lingua italiana, e non riesco a non intristirmi. Continua a leggere »

Pensavo che Sacconi avesse dato il peggio di sé nel video riportato nel post precedente. E invece ha confermato la sensazione che al peggio non c’è mai limite. Continua a leggere »