Posts Tagged ‘tristezze’

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Già l’ho scritto: alle scorse elezioni nazionali sono andato a votare unicamente perché per SEL si era candidato Florian Kronbichler. Che già qualche mese fa aveva scritto qualcosa che non mi aveva convinto del tutto (qui). Ora, purtroppo, devo proprio dire che sono arrivato al convincimento di avere fatto un grave errore: mi pento di essere andato a votare, e di avere votato SEL; e ancor di più mi pento di avere, anche se in minima parte, contribuito a mandare Kronbichler a Roma. Continua a leggere »

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Lo ho già dichiarato, e posso ripeterlo: alle ultime elezioni per la camera dei Deputati ho votato Florian Kronbichler. Anzi, potrei dire di più: presentendo l’inutilità di quelle elezioni (fatto ormai acclarato), sono comunque andato a votare solamente perché c’era lui candidato. Insomma, sono state delle elezioni, per me, nonostante il cosiddetto porcellum, praticamente ad personam. Continua a leggere »

Schermata

Mi hanno sempre indignato i riferimenti poco gentili all’aspetto fisico che qualcuno negli ultimi anni ha portato, senza che destasse scandalo, nel discorso, si fa per dire, politico. Continua a leggere »

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Sintomi acuiti e cronicizzati dall’altra ipotesi che circola: Amato premier.

Classe docente

vestali

Leggi qui.

effeeffe

[La voce di Wikipedia dedicata a Filippo Facci]

Che io ogni tanto me lo chiedo: ma come è, essere Filippo Facci? Continua a leggere »

Ho appena scoperto una cosa sconcertante. Continua a leggere »

Quid est, Catulle? quid moraris emori?
sella in curuli struma Nonius sedet,
per consulatum peierat Vatinius:
quid est, Catulle? quid moraris emori?

[Catullus, carmen LII]

Il peso più grande. – Che faresti se un giorno o una notte un demone si introducesse di soppiatto nella tua solitudine più solitaria e ti dicesse: «Questa vita, quale la stai vivendo adesso e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte; e in essa non ci sarà niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e ogni sospiro e ogni cosa incredibilmente piccola e grande della tua vita dovrà per te ritornare, e tutto nello stesso ordine e successione – e così pure questo ragno e questo chiaro di luna tra gli alberi, e così anche questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta – e tu con essa, granello di polvere!» – Non ti getteresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così avrebbe parlato? Oppure hai vissuto una volta un attimo prodigioso, per cui gli diresti: «Tu sei un dio e mai ho sentito una cosa più divina!»? Se questo pensiero acquistasse potere su di te, avrebbe su di te, quale sei, l’effetto di trasformarti e forse di schiacciarti; la domanda di fronte a tutto e a ogni cosa: «Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?» graverebbe sul tuo agire come il peso più grande! O quanto dovresti amare te stesso e la vita per non desiderare nient’altroche quest’ultima eterna conferma e suggello?

Friedrich W.Nietzsche, La Gaia Scienza, aforisma 341

Qualcuno, addirittura, si è rallegrato per l’arrivo di Monti al Governo. Continua a leggere »

I mangia a poco

Fino a poco fa, un senatore, con 5€, si gustava un bel piatto di spaghetti all’astice, preparato da uno chef stellato e servito da un cameriere in livrea. Continua a leggere »