Lenin parlò di utili idioti, noi siamo circondati da inutili idioti.
Ho inaugurato una sezione di link per indicare nella blogsfera chi, a mio parere, merita l’appellativo.
Il primo sito che vi invito a visitare, così, tanto per sganasciarvi dalle risa, è questo:
Ieri sono andato con la mia compagna a Rovereto, per seguire una conferenza-dibattito sul tema delle vaccinazioni. Continue Reading »
Ho trascritto un paio di pagine da un libro prezioso, mi sembrano poter rappresentare un buon commento ad alcuni recenti avvenimenti.
[da La haine, di Mathieu Kassovitz]
Ieri è deceduto Nicola Tommasoli, un ragazzo di 29 anni, aggredito da un gruppetto di naziskin a Verona. Lo hanno ucciso a calci e pugni.
È difficile trovare le parole per commentare avvenimenti simili, forse è meglio restare in silenzio.
Invece, in un programma molto idiota, in nostro presidente della Camera ha pronunciato il commento più idiota che poteva essere concepito. Ma si sa, anni e anni di portare le pantofole e il giornale al padrone possono oscurare il cervellino di qualsiasi cagnolino.
[Died Pretty, Winterland]
In gita scolastica, l’ultimo anno, andammo a Berlino. C’era ancora il muro.
Una sera gli insegnanti avevano organizzato una uscita per andare all’Opera, a vedere non so cosa.
Dovevamo essere degli alunni affidabili, perché al Valda e a me fu permesso di disertare quell’appuntamento per andare da soli a vedere il concerto di un gruppo indipendente australiano: i Died Pretty.
Dopo il concerto andammo alla fermata della U-Bahn. C’era una ragazza sola, seduta ad aspettare, un po’ più grande di noi, mi sembra che ascoltasse musica da un walkman. Dopo qualche minuto, il silenzio fu rotto da lei che, chissà perché, si tolse le cuffie e esclamò:
Most part of our time is wasted in waiting for trains.
Poi arrivò, il treno.
[Raffaele Simone, Il Mostro Mite. Perché l'Occidente non va a sinistra, Milano, Garzanti, 2008, pp. 174, € 12]
È apparso nelle librerie a marzo, cinto di una fascetta che promette la spiegazione del “perché la sinistra non potrà vincere le elezioni”: non per nulla nella premessa Simone ammette di essersi guadagnato, negli ultimi anni, “una discreta fama di descrittore di catastrofi”. Continue Reading »
[Karl Marx, Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte (Der 18te Brumaire des Louis Napoleon), 1852]
Uno degli incipit più noti e citati della tradizione filosofica: riprendendo Hegel, Marx ci ricorda che la storia si ripete sempre due volte; e precisa: “la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa”. Non pare però avere preso in considerazione la terza ripetizione! (Per inciso, terza ripetizione di un fenomeno che già alla prima apparizione era una farsa: quindi noi passerremo dalla farsa a cosa?). Continue Reading »
[Peter Gomez e Marco Travaglio, Se li conosci li eviti. Raccomandati, riciclati, condannati, imputati, ignoranti, voltagabbana, fannulloni del nuovo Parlamento, Milano, Chiarelettere, 2008, pp. 574, € 14,60]
A poca distanza dalla monumentale ricapitolazione di Mani sporche (con Gianni Barbacetto) e nella stessa collana di “Inchieste e reportage”, troviamo ora in libreria un altro volume ponderoso e succoso: un “libro di pronto soccorso” (come viene definito dagli stessi autori) dedicato “A chi sogna una politica pulita. Cioè una Politica”. Continue Reading »
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[Loretta Napoleoni, Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale, Milano, il Saggiatore, 2008, pp. 310, €17]
[Slavoj Žižek, La violenza invisibile, Milano, Rizzoli, 2007, pp. 240, €12]
L’assioma dal quale parte il saggio di Žižek è riassumibile nella constatazione che “la violenza soggettiva è soltanto la parte più visibile di un triumvirato che comprende, oltre a essa, una violenza oggettiva di due tipi”: la violenza simbolica (”che si manifesta nel linguaggio e nelle forme”) e la violenza sistemica (”le conseguenze spesso catastrofiche del funzionamento ben oliato dei nostri sistemi economici e politici”). Occorre dunque resistere al fascino della violenza soggettiva, quella compiuta da un attore chiaramente identificabile, fin troppo visibile e quasi accecante, e tentare piuttosto di riconoscere la “materia oscura” che costituisce lo sfondo neutro: la violenza dell’odierna globalizzazione economica e politica (”il capitalismo globale in cui viviamo - afferma Žižek in maniera netta - non mette le bombe, ma è più violento di guerra e terrorismo”). Continue Reading »
[Almamegretta, Nun te scurda']
Questa canzone mi dà i brividi. Il video l’avevo visto la prima (e unica) volta al cinema Lumière a Bologna, non ricordo più quanti anni fa. Ero andato a vedere, L’odio di Kassovitz, e, prima dell’inizio del film, lo hanno proiettato.
Poi ha cominciato la voce fuori campo: “Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: “Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene.” Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio”.
Mi sembra un’immagine efficace…

![[ Margaret Juul ]](http://gattomur.files.wordpress.com/2008/05/commissions_derrida.jpg?w=231&h=300)



