The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 16,000 times in 2013. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 6 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

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La stessa notizia sul sito di quattro quotidiani: la Stampa, il Corriere, la Repubblica, il Giornale.

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Già l’ho scritto: alle scorse elezioni nazionali sono andato a votare unicamente perché per SEL si era candidato Florian Kronbichler. Che già qualche mese fa aveva scritto qualcosa che non mi aveva convinto del tutto (qui). Ora, purtroppo, devo proprio dire che sono arrivato al convincimento di avere fatto un grave errore: mi pento di essere andato a votare, e di avere votato SEL; e ancor di più mi pento di avere, anche se in minima parte, contribuito a mandare Kronbichler a Roma. Continua a leggere »

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“Intanto, ecco il primo progresso che lo spirito di rivolta fa compiere ad una riflessione da principio compenetrata dell’assurdità e dell’apparente sterilità del mondo. Nell’esperienza, assurda, la sofferenza è individuale. A principiare dal moto di rivolta, essa ha coscienza di essere collettiva, è avventura di tutti. Il primo progresso di uno spirito intimamente straniato sta dunque nel riconoscere  che questo suo sentirsi straniero, lo condivide con tutti gli uomini, e che la realtà umana, nella sua totalità, soffre di questa distanza rispetto a se stessa e al mondo. Il male che un solo uomo provava diviene peste collettiva. In quella che è la nostra prova quotidiana, la rivolta svolge la stessa funzione del ‘cogito’ nell’ordine del pensiero: è la prima evidenza. Ma questa evidenza trae l’individuo dalla sua solitudine. È un luogo comune che fonda su tutti gli uomini il primo valore. Mi rivolto, dunque siamo.”

[Albert Camus, L'uomo in rivolta (L'homme révolté, 1951), traduzione di Liliana Magrini, Bompiani, 1957, pp. 26-27]

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Interessante articolo su QuestoTrentino

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[Testo e immagine tratti dal sito trentinoalternativo.it, qui]

Si è insediata anche a Trento l’organizzazione neofascista denominata Casa Pound. Il 9 Novembre inaugurerà nella nostra città la sua nuova sede.
I componenti di Casa Pound si sono tristemente distinti per numerose aggressioni a sfondo ideologico e xenofobo. Basti ricordare l’assassino Gianluca Casseri che il 14 Novembre 2011 sparò uccidendo due ragazzi senegalesi a Firenze; e non dimentichiamoci il pestaggio avvenuto qui nel 2012, in centro città, ai danni di alcuni studenti di sociologia.
Casa Pound nasce negli anni novanta riproponendo politiche del ventennio fascista e iniziando il suo intervento di mala-politica nelle città. Questi nostalgici cercano notorietà non solo provocando e picchiando il “diverso”, la gente, ma anche candidandosi sfacciatamente a ricoprire cariche istituzionali, come alle elezioni universitarie, oppure sostenendo la corsa parlamentare di personaggi politicamente pericolosi, che dietro la parvenza democratica, portano le loro stesse idee e i loro stessi principi. La lista è lunga: si va dal consigliere trentino de Eccher dei Fratelli d’Italia, al padre parlamentare che voleva abolire la XII norma della Costituzione italiana, la quale vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”; dall’associazione Asso di Cuori di Riva del Garda a quella denominata “Uomo Libero”. Queste organizzazioni percepiscono finanziamenti pubblici dalla Provincia. Gli è concesso di utilizzare sale pubbliche. Ricevono i patrocini dai comuni di Riva e Arco per finte iniziative di solidarietà, pretesti per propagandare il loro credo.
Per noi l’antifascismo è una pratica quotidiana, controculturale, di resistenza a razzismo, squadrismo, omofobia e machismo. Ogni volta che andiamo a scuola, all’università, o al lavoro; quando decidiamo di occupare spazi per praticare e per condividere una cultura diversa, che contrasti le logiche dell’autoritarismo; quando ci sediamo in cerchio e discutiamo nelle assemblee, quando difendiamo le nostre terre dalle devastazioni ambientali; noi pratichiamo l’antifascismo.
Le istituzioni della nostra città ancora oggi rimangono silenti quando provano a prendere piede gruppi neo-fascisti come Blocco Studentesco e Casapound
Questo per noi è inaccettabile! Facciamo appello a tutte le cittadine e a tutti i cittadini per costruire insime un percorso di resistenza al neofascimo nella nostra città e per contrastare attivamente e su un piano pubblico l’apertura di una sede di Casa Pound a Trento.
Invitiamo tutte e tutti ad una assemblea pubblica che si terrà lunedì 4 novembre alle ore 20,00 presso la sala Circoscrizione di Piedicastello – Via Verruca 1

Per info e adesioni: csabruno@gmail.com

#nonazyinmytown

[Altro post su CasaPound su questo blog qui]

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Interesse privato in atti d’ufficio: Casagranda [Ezio, N.d.GM] ha depositato un esposto-denuncia nei confronti di Daria De Pretis, magnifica rettora dell’Università [di Trento, N.d.GM] e moglie di Giovanni Kessler (magistrato, ex parlamentare DS, direttore generale dell’antifrode europea). Il presunto conflitto d’interesse riguarda la decisione di traslocare la biblioteca universitaria: il progetto era stato affidato all’architetto Mario Botta per l’area di piazzale San Severino; invece la firmerà il senatore a vita Renzo Piano nell’ex Michelin del quartiere Albere. Continua a leggere »

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E comunque: pensare che almeno questi cinque non sono più ministri nel Governo del nostro Paese è un po’ una liberazione.

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Qualcosa prima o poi arriva… [leggi qui]

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