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Trentino

[il taglio basso della pagina 3 del quotidiano il Trentino di oggi, 17 gennaio 2013; qui l’articolo]

Oh, bene: la rivoluzione sbarca anche in Trentino. Continua a leggere »

In fondo, dài e dài, Giorgio Holzmann, penso, al netto di un bel po’ di sciocchezze dette e fatte, è anche una persona intelligente. Almeno penso, magari mi sbaglio. Continua a leggere »

Devo preventivamente confessare due antipatie di lungo corso: la prima è verso il partito dell’Italia dei valori (si badi: non per alcuni suoi rispettabilissimi esponenti); l’altra per il “ras” di quel partito in Trentino, Bruno Firmani. Continua a leggere »

Finalmente!

Finalmente l’ho capito! Era ora!

Finalmente ho capito cos’hanno in comune i due maggiori partiti del nostro arco costituzionale. Continua a leggere »

Scuola di classe

Già, visto il tenore e l’autore di una spassosissima interrogazione parlamentare riguardante la scuola, nella quale mi sono imbattuto casualmente. Continua a leggere »

Quello che sorride qui sopra, desiderando un partito che lo faccia sognare, è Stefano Esposito. Prima di oggi ignoravo chi fosse, oggi lo so: è un deputato del nostro Parlamento. Ed è, per me, l'”anello mancante”… Continua a leggere »

Nuovi dati sul disastro-Gelmini: negli ultimi anni le iscrizioni alle scuole private hanno fatto registrare un incremento del 10%. Continua a leggere »

Il titolo di questo post riprende quello che ha dato a un parlamentare della nostra Repubblica il motivo per fare oggetto di interrogazione parlamentare (qui) il mio blog (questo).

A lui lo dedico, con la solita, doverosa, premessa filologica:

Dire una bugia è un’azione con un fine preciso. Ha lo scopo di inserire una particolare falsità in un punto specifico di un insieme o di un sistema di valori, per evitare le conseguenze generate dal fatto che quel punto sia occupato dalla verità. Il bugiardo non può non preoccuparsi dei valori di verità. Una persona che sceglie di cavarsela a forza di stronzate ha molta più libertà. Non si limita a inserire una certa falsità in un punto specifico, e così non è costretta ad obbedire alle verità che circondano o intersecano quel punto. È disposto, se necessario, a contraffare anche il contesto. Uno che mente e uno che dice la verità giocano in campi opposti, per così dire, allo stesso gioco. Chi racconta stronzate ignora completamente tali esigenze.

(Harry G. Frankfurt, Stronzate. Un saggio filosofico, Milano, Rizzoli, 2005, p. 60 ) Continua a leggere »